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Sabato 10 dicembre si è tenuto all’auditorium del Quartiere Fiera di via Ticino il 34° Concerto di Natale del Corpo Musicale Garibaldi. Il pubblico era quello dei grandi eventi, il teatro era gremito, i musicanti erano carichi e concentrati; c’erano insomma tutti gli ingredienti per una grande serata di musica. E la Garibaldi non ha tradito le aspettative, eseguendo impeccabilmente tutti i brani, unendo perizia tecnica e passione emotiva. L’apertura del concerto veniva lasciata agli inni cari alla banda, l’Inno di Mameli e l’Inno alla Garibaldi, brani cantati e non solo suonati; si proseguiva poi con le marce sinfoniche Boccaccio Marsch di Von Suppè e Banda Sucre di Orsomando, con la sinfonia di Giovanna D’Arco di Verdi, con il sogno tratto da Guglielmo Ratcliff di Mascagni e con l’Adagio di Albinoni, che concludeva splendidamente la prima parte. La seconda parte veniva aperta in pompa magna con temi tratti da Così parlò Zarathustra, di Richard Strauss, temi utilizzati anche da Stanley Kubrick per il film 2001 Odissea nello spazio; si seguitava poi con un tuffo negli anni ’60 con la selezione di brani tratti da Mary Poppins, ed uno negli anni ’70 con un medley delle musiche degli Abba e con la composizione per banda Choral and Rock-Out. Il concerto si chiudeva con il brano natalizio White Christmas e con un fuori programma, la marcia The King, dove alla banda non era richiesto solo di suonare ma anche di accompagnare l’esecuzione con movimenti coreografici. Un concerto dal punto di vista musicale certamente impeccabile, ma dal gusto agrodolce. Da un lato la premiazione di alcune colonne storiche: Lorenzo Suardi, che da dieci anni è il grande capobanda, Edoardo De Simini ed Angelo Inzaghi, per i loro trent’anni nella Garibaldi e Luigi Amodeo, che di anni nel corpo musicale ne fa addirittura sessanta. Veramente degli esempi da seguire. E siamo certi che le loro orme verranno seguite dai cinque musicanti che in questo concerto esordiscono: Alice Marcocchi al clarinetto, Arianna Quevedo al sax soprano, Domenico Porta alle percussioni, Arturo Quevedo al trombone e Segundo Quinonez alla tromba. Dall’altro lato una notizia che nessuno avrebbe mai voluto sentire, data dal diretto interessato: con voce rotta dall’emozione il Maestro Oronzo Defendente annunciava che, dopo vent’anni di proficua collaborazione, lascerà la guida della Garibaldi. Una notizia che ha veramente commosso la platea, tanto più che giungeva proprio dopo che il sindaco Albetti aveva consegnato la targa celebrativa, appunto, per i vent’anni di direzione. Caro Maestro, anche se non ci sarà più la tua bacchetta a dirigere ed indirizzare l’energia dei musicanti, sarai sempre nei nostri cuori: non si diventa “garibaldino”, lo si è e basta. |